Dalla stazione francese di St. Gervais-Le Fayet, che abbiamo raggiunto dal Fréjus (vedi qui la prima parte del viaggio ), sperimentiamo il trenino del monte Bianco, il Tramway du Mont Blanc come lo chiamano i francesi (TMB). Rientriamo quindi in Italia da Chamonix attraverso il ghiacciaio, in funivia, e, ancora in treno, percorriamo le linee valdostane.
Il tramway del monte Bianco (TMB)
Il "Tramway du mont Blanc" è una linea a scartamento metrico, armata a cremagliera, che da Le Fayet, dove ci troviamo, raggiunge il Nid D'Aigle e il ghiacciaio di Bionassay, a 2372 m. È la linea ferroviaria più alta di Francia. Il progetto iniziale era ambizioso, prevedeva di raggiungere la cima del Monte Bianco... ma anche così la linea è unica al mondo.
Dal 1909, anno di apertura, agli anni 50 erano in servizio delle piccole vaporiere a due assi. Fare un percorso del genere su questi aggeggini doveva essere un'esperienza di tutto rispetto.
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Locomotiva a vapore del TMB esposta all'esterno della stazione
Dal 1956 il servizio è effettuato con automotrici a carrelli, che, nelle giornate e negli orari di maggior affluenza, vengono accoppiate a una rimorchiata posta sempre a monte come d'uso sulle ferrovie a cremagliera per ridurre lo sforzo sui ganci e garantire la sicurezza.
Il parco rotabili è composto di tre complessi, distinti da un colore e un nome (Marie, Jeanne, Anne).
Ci rechiamo quindi alla stazione, posta sul piazzale della stazione principale. Fate molta attenzione perché gli orari non sono garantiti: in caso di maltempo vengono soppresse molte corse. Al momento della salita bisogna prenotare l'orario di discesa.
La stazione di partenza del TMB a Le Fayet
Noi ovviamente abbiamo preso un tempo orribile. Durante la giornata vengono effettuate solo due(!) coppie di treni, per cui l'unico complesso in circolazione è la verde "Anne".
La linea esce dalla frazione di Le Fayet quasi completamente in sede stradale, con il pittoresco spettacolo di un treno in mezzo alle auto.
Il Tramway du mont Blanc attraversa Le Fayet
Usciti dal paese su un ponte, abbandoniamo la strada e innestiamo una ripida salita armata a cremagliera. In pochi minuti raggiungiamo la stazione di St.Gervais paese.
Il percorso successivo è interamente nel bosco tra abeti e larici, con pendenze davvero notevoli. Nelle fermate intermedie nei giorni di traffico normale si effettuano gli incroci tra convogli ascendenti e deiscendenti. Non vi sono segnali, ma i due macchinisti deducono dall'orario grafico in quali stazioni devono attendere i convogli incrocianti.
Stazione intermedia di Motivon
Verso il Col de Voza il paesaggio diventa più aperto e meno boscoso. La pendenza cessa per alcuni chilometri, e percorriamo un lungo altipiano senza cremagliera. Ma dura poco: si ricomincia presto a salire, gli alberi spariscono del tutto e, nell'ultimo tratto, siamo in mezzo alla roccia.
La salita fino alla stazione di Nid d'Aigle richiede circa un'ora.
Il capolinea a monte è un semplice tronchino, senza neppure il paraurti, e attrezzato con un semplice chioschetto di legno. Da qui partono numerosi sentieri, fra cui quello che arriva al ghiacciaio di Bionassay.
Stazione terminale del Tramway del Monte Bianco a Nid d'Aigle
Il nostro programma, come molti dei nostri compagni di treno, prevederebbe una passeggiata fino al ghiacciaio. Ma nel giro di pochi minuti il tempo, da incerto, diventa terribile.
La visibilità è quasi nulla, il sentiero si vede poco e soprattutto inizia a grandinare violentemente. È vero che siamo abbastanza professionisti nell'andare in cerca di guai, ma questo è un po' troppo.
Rientriamo in stazione e riprendiamo immediatamente il treno verso valle.
Il TMB a Nid d'Aigle in mezzo alla nebbia
Torniamo quindi a Le Fayet dove ci ristoriamo con gli ottimi dolci francesi. Il giorno dopo si riparte, sempre a scartamento ridotto, verso Chamonix.
Da St.Gervais/Le Fayet a Chamonix, e rientro in Italia
St. Gervais è anche il capolinea della linea a scartamento ridotto che arriva fino a Martigny, in Svizzera. In un precedente viaggio abbiamo percorso la tratta Martigny-Chamonix, così completiamo l'esplorazione.
In stazione al mattino vediamo arrivare un treno notturno da Parigi, composto da BB26000, due carrozze cuccette, una carrozza trasporto bici e bar, e una con posti a sedere. Sarebbe come avere in Italia un servizio notturno tra Roma e Aosta o Roma e Calalzo (servizi che in realtà un tempo c'erano. Sarebbe comodissimo per andare in vacanza o a sciare guadagnando un giorno di viaggio, in sicurezza e rispettando l'ambiente. Siccome è un servizio intelligente, in Italia non si fa.
Servizio notturno diretto Parigi-St.Gervais con la BB26000 SNCF
Al binario a scartamento ridotto troviamo ad attenderci un complesso Z850, ormai protagonisti indiscussi del servizio su questa linea.
Il percorso non è spettacolare come la parte di ferrovia da Martigny, ma comunque molto bello. Si viaggia in un tipico ambiente alpino di fondovalle. Effettuiamo fermate in varie località, con un discreto movimento di turisti ma anche alcuni utenti con il tipico aspetto da pendolare.
Raggiungiamo Chamonix, dove scendiamo alla fermata Chamonix-Aiguille du midi, nei pressi della funivia.
Avendo preso, finalmente, una giornata limpida, rientriamo in Italia dalla cabinovia. Non è un percorso ferroviario, ma lo spettacolo di attraversare interamente il ghiacciaio è un'emozione indescrivibile, e lo consigliamo a tutti quelli che dovessero mettere il naso da queste parti.
La cabinovia pulsé attraversa il ghiacciaio del Gigante
A La Palud, stazione di arrivo, siamo di nuovo in territorio italiano. In autobus scendiamo a Courmayeur e da qui a La Salle, dove dormiremo.
Irisbus Citelis della SAVDA in servizio in val Ferret
Aosta-Pré st.Didier e rientro a casa
La Salle è una fermata sulla linea Aosta-Pré st.Didier. Non abbiamo mai percorso questa ferrovia, e la utilizzreremo fino ad Aosta.
Per essere una linea secondaria il servizio è ottimo: i treni sono frequenti e puntuali. Le stazioni sono tenute in maniera impeccabile, simbolo di un ambiente genuino in cui le cose si chiamano con il loro nome... per esempio, ecco il fabbricato delle ritirate, cioè dei gabinetti, in pratica delle toilettes.... insomma, quello dei.....
Finalmente un posto in cui i cessi si chiamano cessi!!!!
La nostra automotrice ci raccoglie in uno spelndido paesaggio.
ALn663 in arrivo a La Salle. Da notare l'impatto visivo e ambientale di una ferrovia a binario unico rispetto ai viadotti e al cemento circostanti
La linea è breve, ma rappresenta molto bene le caratteristiche della Vallée, con le sue montagne, il suo verde, i suoi paesini e i suoi castelli.
Ci sono varie gallerie, che purtroppo non ci fanno godere appieno del paesaggio. Riflettiamo che, con un prolungamento di pochissimi Km, si potrebbe realizzare un collegamento ferroviario con COurmayeur.
Ad Arvier ci fermiamo per incrocio
Nella stazione di Arvier troviamo una bella sorpresa: è accantonato il carro spartineve Vnx806.205, fino al 2000 in servizio ad Aosta, e ricavato nientemeno che da una locomotiva trifase E550!!!
Il carro spartineve Vnx806.205 FS ad Arvier.
Giungiamo ad Aosta in perfetto orario, dove ci attende il regionale per Chivasso. Salutiamo la nostra ALn663 (sulla destra), e saliamo sulla tipica composizione navetta di vetture MDVC trainate da una rombante D445.
Regionale per Torino P.N. in attesa della partenza ad Aosta.
Ormai siamo alla fine del viaggio. Ci godiamo gli ultimi bellissimi paesaggi montani, e nel frattempo apprezziamo il salto di qualità del materiale su questa linea. Qualche anno fa i treni erano sporchi, trascurati e graffitati. Ora sono molto puliti, dentro e fuori, comprese le ritirate che hanno perfino acqua, sapone, carta igienica e asciugamani. Incredibile!!
Interni rinnovati delle vetture MDVC in servizio sulla Chivasso-Aosta.
A Chivasso prendiamo la coincidenza per Milano C.le, e da qui un Intercity per Bologna; Rimaniamo molto soddisfatti dalla puntualità di tutti i treni in questo nostro viaggio di ritorno. Ma ormai non abbiamo molto interesse a guardare dal finestrino. Il viaggio diventa più ordinario e ci mettiamo a leggere un libro... in attesa della prossima avventura.
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