La procedura di digitalizzazione qui descritta è quella necessaria per digitalizzare qualsiasi locomotiva Marklin con collettore a tamburo, con kit 60760, e, con piccolissime varianti, è applicabile anche ad altri decoder o kit di trasformazione o ad altri motori.
Presentazione
Il treno automotore Diesel del gruppo 610 delle DB è stato concepito per velocizzare i servizi regionali su linee non elettrificate, grazie all'assetto variabile... ebbene sì, anche i tedeschi lo chiamano "Pendolino". E' costituito da due automotrici accoppiate (620.0 e 620.5), ha l'azionamento trifase e può raggiungere la velocità di 160 Km/h, più che sufficiente per linee a trazione autonoma. E' stato costruito nel 1992 da varie Case tedesche, (ABB, MAN, Siemens e Duewag), ma i carrelli e la tecnologia di pendolamento sono di FIAT ferroviaria.
Marklin ha riprodotto (per pochissimo tempo) questo simpatico convoglio, con due particolarità: intanto, il modello è stato progettato in collaborazione con la rivale Fleischmann, che ne commercializzava la versione in corrente continua; in secondo luogo, caso piuttosto particolare per un modello in H0, il treno si inclina realmente in curva! Per ottenere il pendolamento i carrelli sono imperniati in una guida solidale alla cassa come da foto: quando il carrello curva verso l'interno, il pernetto scorre orizzontalmente, mantenendo la cassa nella sua posizione; quando curva verso l'esterno, la guida, che è inclinata verso il basso, costringe il pernetto a sollevare la cassa. Grazie a questo semplice meccanismo il treno risulta un po' sollevato sul lato esterno della curva, con un effetto molto realistico.
Marklin ha riprodotto due versioni di questo treno, con due motorizzazioni ciascuna:
Versione in bianco e turchese: 3476 (Delta) o 3776 (Digital con motore "5 stelle") dal 1994 al 1997;
Versione in rosso trasporti: 34761 (Delta) o 37761 (Digital con motore "5 stelle") dal 1998 al 2001.
Digitalizzazione del modello
Noi siamo in possesso della versione 34761, che ha un decoder "Delta" e motore a 3 poli. Lo digitalizziamo con un più prestante decoder Digital, che permette di avere luci costanti, curve di accelerazione e frenatura regolabili e una marcia più regolare, grazie anche alla trasformazione del motore a 3 poli, che con questo kit viene convertito in un motore a 5 poli a magnete permanente.
Il kit che usiamo è valido per i motori con collettore a tamburo. Riconoscerlo è facile: è l'unico motore Marklin con contatti costituiti da due carboncini di sezione quadrata, invece che da spazzole a sezione tonda.Nella foto sotto, si vede il motore originale. Le due guide orizzontali, proprio vicino all'albero, sono quelle dei carboncini (tenuti fermi dalle due mollettine). Se il vostro motore è fatto così, ha il collettore a tamburo.
Per iniziare smontiamo la cassa, facilissimo grazie alle buone vecchie viti. Ci dotiamo di pinzette, saldatore, stagno, e ovviamente decoder da montare (per noi il già citato kit 60760) e... partiamo!!!
Modifica al motore
La prima operazione da fare è la modifica del motore: la sostituzione del rotore con quello a 5 poli non è strettamente necessaria, ma migliora la qualità di marcia. La sostituzione delle bobine con un magnete permanente è invece indispensabile per il funzionamento con questo tipo di decoder. Per iniziare, dopo avere dissaldato tutti i fili elettrici, togliamo il carrello motore dal telaio (per le locomotive a carrelli, altrimenti non ce n'è bisogno). La procedura per questi tutti i modelli è molto semplice: basta togliere la fiancata del carrello, (operazione descritta nel libretto di istruzioni per la sostituzione degli anelli d'aderenza) e sfilare il carrello, generalmente dall'alto. A questo punto apriamo il motore, svitando le due viti indicate dalle frecce, e sfiliamo il coperchio.
Il motore smontato consiste di quattro parti principali: il coperchio, di plastica, che abbiamo appena tolto; il rotore (la parte che gira), gli avvolgimenti, e lo zoccolo di metallo che è un pezzo unico, fuso insieme al telaio del carrello o della locomotiva. Togliamo tutto e teniamo solo quest'ultima parte. Il resto sarà sostituito: nella foto il confronto tra le parti del vecchio motore a 3 poli che abbiamo eliminato (a destra) e quelle nuove, con il motore a 5 poli (a sinistra).
Queste nuove parti si innestano alla perfezione sullo zoccolo:
Dopo aver messo una goccia d'olio sull'albero e sulla ruotina dentata del nuovo rotore, richiudiamo il motore e, seguendo il procedimento inverso a quello fatto prima, reinseriamo il carrello al suo posto. Ecco il motore pronto ad entrare in servizio... non resta che collegare il decoder!
Una precisazione: il condensatore ceramico che si vede nella foto, tra i due carboncini, va lasciato. E' l'unico filtro che non deve essere tolto, tutti gli altri vanno eliminati!
Collegamento del decoder
A questo punto bisogna trovare una posizione dove installarlo: di solito è facile, basta metterlo al posto del vecchio relé elettromeccanico o del vecchio decoder Delta, che va eliminato.
In alcuni modelli le cose sono più complicate, e questo è uno di quelli: il decoder Delta è inserito in un circuito stampato che contiene anche le piste dell'illuminazione di testa/coda e dell'illuminazione interna, avvitato sull'imperiale dell'automotrice. Mi dispiace eliminarlo, quindi decido di mettere il decoder vicino all'intercomunicante, in una zona senza finestrini, al posto del commutatore a 4 pin per scegliere l'indirizzo "delta". Il guaio che quest'ultimo è stato saldato con la filosofia del "mi sciolgo ma non mi stacco", per cui è impossibile dissaldarlo.
Dopo una strenua lotta decido di segarlo via con il trapanino e la mola. A mali estremi...
Sistemato il decoder (nel punto in cui, nella foto, si vedono spuntare tutti i cavi...) rimangono da saldare i fili di collegamento.
Sbagliare è difficile, basta fare attenzione ai colori: il verde e il blu vanno collegati ai carboncini dei motori, negli appositi contatti (frecce verde e blu nella foto), interponendo l'induttanza compresa nel kit (freccia rossa nella foto, l'altra, identica, si intravvede dietro il condensatore); il giallo e il grigio alimentano le lampadine di testa e di coda.
Il cavo rosso va collegato al pattino, e il marrone alla massa (alle rotaie: su tutte le macchine c'è un contatto al telaio della locomotiva o alle ruote stesse su cui si può saldare questo cavo!).
Nel caso particolare di questo modello, sfruttiamo il cavo marrone che proviene dai contatti delle ruote. Inoltre, colleghiamo anche i cavetti giallo e grigio delle luci della rimorchiata, saldandoli al circuito stampato.
Sempre riferendosi al "pendolino" tedesco, è importante mantenere il collegamento della massa fra motrice e rimorchiata (cavo nero).
L'illuminazione interna può essere mantenuta collegandola direttamente alla presa di corrente del binario (cavi marrone e rosso) oppure eliminata, dato che questo decoder, economico e di qualità ma senza troppi fronzoli, non ha un'uscita per funzioni.
Saldati questi ultimi cavi, non resta che provare la locomotiva (l'indirizzo predeterminato in fabbrica è il 78) e programmare le poche funzioni disponibili: indirizzo, ritardo di partenza e frenatura, velocità massima. Il "Pendolino" è pronto a prendere servizio sul plastico!
Il 34761 Marklin al lavoro sul plastico
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