Roco e la E645/646
Roco già da decenni ha un bel programma di locomotive italiane in catalogo, e in particolare mostra una certa attenzione per le Bo'Bo'Bo' articolate.
Dopo le E636, le E645/646 delle prime serie (con cabine poliedriche) e le E656, non poteva che essere il turno delle E645/646 di seconda serie, con le cabine squadrate.
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Con questo gruppo la casa austriaca completa la propria gamma delle locomotive articolate FS, offrendo ogni possibile variante di un'interpretazione tutta italiana della locomotiva elettrica del ventesimo secolo... e forse di sempre, dato che attualmente in Europa è difficile distinguere una scuola costruttiva nazionale caratteristica...
Come sta diventando abitudine, altri costruttori propongono questo modello: Hornby Rivarossi, con una riedizione del classico modello Lima riveduto e corretto, e ACME.
Noi volevamo la versione in corrente alternata, che Lima non produce e che ACME ha annunciato... ma senza dare alcuna indicazione sulla possibile data di uscita del modello. Ricordando la "bufala" della D461 in AC, annunciata e mai prodotta, decidiamo di non rischiare ad aspettare e compriamo il modello Roco.
Per ora sono disponibili alcune versioni delle molteplici possibili, e cioè:
- 62568 (DC) e 68568 (AC), E646 grigio nebbia e verde magnolia, senza modanature;
- 62570 (DC) e 68570 (AC), E645 castano/isabella, senza modanature;
- 62576 (DC) e 68576 (AC), E645 castano/isabella senza modanature in doppia trazione (locomotiva + dummy).
La nostra versione è la 68576, ma gran parte delle nostre osservazioni vale certamente anche per i modelli a due rotaie... ormai la differenza sta quasi solo nella presenza del pattino e del decoder montato di serie...
Prime impressioni
La cabina della locomotiva. L'aspetto generale di questa E645 è molto realistico

L'impatto con la macchina, appena tirata fuori dalla scatola, è molto buono: l'aspetto generale ricorda davvero tantissimo quello del prototipo.
La forma e le dimensioni delle cabine, il pancone, i finestrini frontali con l'impianto di sbrinamento ben riprodotto sono bellissimi. Anche la coloritura è molto bella, con tonalità che ci paiono convincenti e numerosi particolari, anche piccoli, con un raffinato tocco di vernice.
Belle anche le scritte, con le etichette recanti il numero del motore sui carrelli, e le varie marcature e scritte di servizio. La macchina è del deposito di Verona.
Dettaglio della parte sotto le cabine, anche questa davvero ben fatta.

Naturalmente noi, come ogni bravo modellista "da battaglia" che si rispetti, prima ancora di metterla sul plastico e provarla moriamo dalla voglia di vedere come è fatta dentro. Perciò appena ci mettiamo le grinfie la smontiamo immediatamente. Una nota positiva, inusuale per i Roco, è la semplicità di smontaggio.
Di solito occorre armarsi di centocinquanta carte di credito usate per fare leva sulla cassa, invece questa macchina è facilissima da aprire. Basta allargare appena le due semicasse e sollevarle una per una, e ci appare una disposizione ormai classica, con un grosso blocco di zama che contiene il motore, posto longitudinalmente in posizione centrale, e che comanda tramite alberi cardanici i due carrelli di estremità .
Il tutto è ricoperto dal "solito" circuito stampato con i principali componenti e con il decoder inserito nell'apposita presetta.
L'interno: la zavorra riveste tutta la parte meccanica, sul lato superiore la parte elettronica, con il PCB che contiene il circuito principale e il decoder inserito nella presa.

La disposizione è senza dubbio ordinata, forse non del tutto funzionale perché per ogni operazione di manutenzione sul motore (lubrificazione, sostituzione spazzole) occorre smontare il circuito stampato e, in alcuni casi, anche il motore stesso.
Sul plastico
Il comportamento della locomotiva appare subito al top. La marcia è stabile, sicura e silenziosissima. Il motore è dolcissimo e potente, è un piacere vederla girare e guidarla. Questi nuovi motori Roco sono veramente dei gioielli, hanno ben poco da invidiare anche a concorrenti molto più costosi!
Anche al traino di composizioni robuste e su rampe ripide la macchina non fa una piega. Segno che, oltre al buon motore, anche la progettazione del telaio è stata accurata e ben fatta.
In prova sul plastico

Concludendo, Roco ha dato ancora una volta prova di saper produrre bellissimi modelli e dal funzionamento ineccepibile. Se proprio si vuole trovare un difetto a questa macchina, il principale è il prezzo consigliato, che ci pare proprio esagerato per un modello di questo tipo.
Naturalmente sono auspicabili in futuro tutte le altre versioni di questa interessante locomotiva: in primis la E646 navetta, poi le varie serie con e senza modanature, e le XMPR. E, vista la soddisfazione che promette di darci questa E645, non è affatto escluso che se ne vedano altre versioni in futuro sul nostro plastico... se i prezzi saranno ragionevoli! <
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