Sei qui: Home>I treni>Recensioni e prove di locomotive e rotabili> Electrotren 2137 "ABJ-2 Renault"
Nel passato della Renault c'è una notevole produzione di mezzi ferroviari a trazione termica. I costruttori francesi in molti casi, si distinguono per l'estetica bizzarra quando non addirittura assurda (radiatori piazzati sul tetto a mò di vela... o di cresta da dinosauro, cabine di guida appiccicate a caso sul tetto, da cui soprannomi tipo "picasso" o un eloquente "naso di maiale") . Tra il 1936 e il 1939 Renault produsse una serie di automotrici termiche denominata ABJ-1/2, che differiva dalle precedenti ABJ-1 per il potenziamento dei circuiti di raffreddamento, ma fortunatamente aveva una linea guardabile: pare che si ispirassero al bel treno americano "Pioneer Zéphyr".. viene da chiedere come, visto che non gli somigliano per niente, mentre si nota una certa parentela stilistica con le notre ALn772.
Naturalmente le SNCF si dotarono di un piccolo numero di queste macchine, diffuse anche in altri paesi ed altre versioni (doppie, a scartamento ridotto, ecc.) Venivano utilizzate per servizi locali su linee non elettrificate, ma anche per servizi rapidi, nei primi anni di carriera. Infatti avevano una velocità massima, a seconda della serie e del periodo storico, da 100 a 130 Km/h, piuttosto elevata per quegli anni.
Analogamente a gruppi coevi di automotrici italiane, vissero abbastanza a lungo: gli ultimi esemplari cessarono il servizio alla fine degli anni settanta.
Electrotren produce il modello di queste automotrici (e di altre serie di mezzi automotori Renault) in numerose versioni di epoca e colorazione. La nostra corrisponde ad un'avanzata epoca III, con compartimento di sola seconda classe, in livrea avorio/rossa, simile alla TEE ma più chiara. Una particolarità di questi modelli Electrotren (che poi è la propaggine spagnola di Hornby) è che sono tutti indistintamente disponibili anche in versione a terza rotaia, con decoder incorporato. Noi abbiamo la 2137, appunto a tre rotaie, mentre la versione a corrente continua dello stesso mezzo è la 2136.
L'estetica dell'automotrice ci fa subito una buona impressione: il modello è finemente stampato, ben dettagliato e ben proporzionato nella sua sagoma bassa, tipica dei mezzi automotori dell'epoca. Ben eseguite e nitide colorazione e scritte, ci piacciono in particolare i corrimano e le cornici dei finestrini. Riprodotti gli interni dell'ambiente viaggiatori e delle cabine.
Come spesso accade per le automotrici termiche, la forma regolare e liscia del tetto lo fa apparire molto spoglio e dall'aspetto un po' "plasticoso", probabilmente perché il tetto è sempre zozzo di gas di scarico, e vederlo pulito appare irrealistico, effetto accentuato dalla mancanza di griglie, pantografi, cavi, cosa che invece accade sui mezzi elettrici e sulle locomotive Diesel. In questo caso, però, un pochetto più di attenzione alla riproduzione delle trombe e degli scarichi avrebbe migliorato l'effetto.
Vista d'insieme del modello
Nella scatola, come aggiuntivi, sono fornite le fiancate dei carrelli, di cui Il modello è privo perché la carenatura laterale, che non prevede aperture in corrispondenza dei carrelli, impedirebbe la circolazione in curva con le fiancate montate. Le ruote comunque sono coperte e quindi la cosa non si nota quasi per niente, anche se ciò, come sempre accade in questi casi, farà morir d'infarto i soliti contach... ehmmm... fermodellisti attenti al realismo. Dato che noi non sapremmo cosa farcene di un'automotrice che sa andare solo dritto, siamo molto contenti e non possiamo che condividere questa scelta.
Ecco come si vede il carrello sotto la carenatura! La mancanza delle fiancate non si nota proprio...
L'interno è piuttosto semplice, ma non certamente un esempio di ordine. La trazione è fornita da un motore fissato longitudinalmente su uno dei due carrelli; soluzione fuori moda, ma adatta a questo modello. Il motore è pochissimo visibile, perché sopra il carrello la finestratura è minima (vedi foto qui sopra). D'accordo, sarebbe più bello che non si vedesse proprio, ma... se la contropartita è un prezzo stratosferico, o un micromotore che non tira nulla e magari si brucia dopo due ore, meglio che si veda un po'.
Il carrello motore
Il circuito stampato che comanda motore e luci, invece, è stato fissato sull'imperiale, dove non si vede. Il fissaggio però è realizzato in stile molto "alla vecchia"... anziché un opportuno supporto fissato al telaio, è incollato sull'imperiale e collegato al telaio tramite connettori, che si devono staccare in occasione dello smontaggio della cassa.
Il decoder invece resta a penzoloni (nella foto, il pezzo nero dove iniziano i sedili) e va infilato in posizione quando si rimonta la cassa. In pratica l'hanno piazzato nel cesso, e non si vede dall'esterno.
Zona circuiti
Ma la più grande curiosità, naturalmente, è: come andrà? E' ora che la nostra automotrice esordisca sul plastico! Messa sui binari, dopo qualche rumoretto iniziale che sparisce con pochissimi minuti di rodaggio, la marcia diventa dolce, sicura e silenziosa. Il piccolo motore (nonostante a bassissimi regimi appaia un po' incerto) gira con una dolcezza e una regolarità che non ci saremmo aspettati. La dinamica di marcia è ottima e le piccole ruote non dimostrano problemi nell'affrontare scambi di punta anche in velocità, prova che la piccola Renault supera senza sussulti.
La semplice meccanica sorprende anche in salita: anche le rampe più ripide vengono affrontate senza indecisioni o slittamenti... e da notare che le nostre rampe ripide sono davvero ripide, avvicinandosi al 5%. Merito, probabilmente, anche delle 2 cerchiature di aderenza, e del fatto che la motorizzazione, seppure leggera, è più che sufficiente per un rotabile destinato a viaggiare sempre isolato.
In conclusione: un modello più che soddisfacente per la linea particolare, l'ottimo funzionamento e il prezzo conveniente. Ha qualche difetto, perdonabile, come la colorazione di qualche dettaglio, in cui una punta di nero non guasterebbe (le citate parti del tetto e le guarnizioni delle porte, per esempio), e la parte elettrica e meccanica non proprio all'avanguardia, ma ci sembra davvero un buon modello, che ci possa regalare molte più soddisfazioni di quanto avremmo immaginato.
Primo piano del bel frontale dell'automotrice